Ritengo che lo scopo di ogni attivista dovrebbe essere lavorare duramente per aggregare consapevolezza e consenso sui temi più importanti e fare rete, facendo capire alla gente e alle forze in campo quale sia la strada giusta da seguire. Far dialogare chi non si parla più, indurre il dibattito dove non c'é, aprire porte chiuse o che terzi vorrebbero chiudere. E creare nuove sinergie che l'attuale clima generalizzato di radicalizzazione delle posizioni e chiusura preclude.
La massa critica contro l'ordoliberismo, il lobbysmo e contro l'apologia del vincolo esterno é ben lontana dall'essere raggiunta, e a mio modo di vedere un dibattito che partisse in una CGIL o in un PD, da altri apostrofati come "collaborazionisti da distruggere", sarebbero una vittoria. Ma perché ciò avvenga occorre parlare, non liquidare o accusare o insultare. Anche se ne avremmo tanta voglia. Io per primo.

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venerdì 6 dicembre 2013

Ancora sulla comunicazione e sul potere della parola. Il COMUNITARISMO.

Nelson "Madiba" Mandela
(Mvezo, 18 luglio 1918 – Johannesburg, 5 dicembre 2013)
Ci hai provato.
Non ci sei riuscito come avresti potuto se la tua gente ti avesse capito davvero.
Ma mi mancherai moltissimo.

Buon giorno e buona battaglia per la sovranità a tutti.
Preparatevi, post abnorme. Ma nel bene o nel male, oggi ne ho per tutti. Anche perché ci ha salutato un'altra figura estremamente positiva nell'immaginario collettivo: Nelson Mandela. Approfondire i pregi e i limiti dell'uomo oggi non mi interessa, perché per quanto la sua lotta contro l'apartheid non abbia avuto l'esito sperato nei fatti, e l'iniquità sociale nella Repubblica Sudafricana sia ancora elevatissima, a chiaro vantaggio della minoranza bianca (da noi invece?), Madiba é stato eroico nell'opporsi sostanzialmente da solo alle profondissime LACERAZIONI del tessuto sociale del suo paese (cosa su cui noi abbiamo solo da imparare, anzi, DOBBIAMO imparare), pagando le sue azioni con la prigione prima e facendosi nemici di questa e quell'altra pelle indistintamente dopo. Nemici che ora si levano tanto di cappello. E questo vorrà pur dire qualcosa, almeno a livello simbolico. 

L'agiografia acritica non giova mai a nessuno, e pertanto non va dimenticata l'influenza del FMI nelle politiche sudafricane (da noi invece?) e le politiche liberiste impiegate talvolta dal governo Mandela su pressioni del FMI stesso (da noi invece?), che sono state il prezzo pagato dal Sud Africa per l'abolizione dell'apartheid e delle leggi razziali, e per la conquista di una democrazia liberale. Se é vero che il compito di un buon politico é migliorare il mondo in cui vive, lui vi é riuscito, pur dovendo accettare in cambio dolorosi compromessi (sia di insegnamento ai savonarola italioti, questo é far politica).