Ritengo che lo scopo di ogni attivista dovrebbe essere lavorare duramente per aggregare consapevolezza e consenso sui temi più importanti e fare rete, facendo capire alla gente e alle forze in campo quale sia la strada giusta da seguire. Far dialogare chi non si parla più, indurre il dibattito dove non c'é, aprire porte chiuse o che terzi vorrebbero chiudere. E creare nuove sinergie che l'attuale clima generalizzato di radicalizzazione delle posizioni e chiusura preclude.
La massa critica contro l'ordoliberismo, il lobbysmo e contro l'apologia del vincolo esterno é ben lontana dall'essere raggiunta, e a mio modo di vedere un dibattito che partisse in una CGIL o in un PD, da altri apostrofati come "collaborazionisti da distruggere", sarebbero una vittoria. Ma perché ciò avvenga occorre parlare, non liquidare o accusare o insultare. Anche se ne avremmo tanta voglia. Io per primo.

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venerdì 21 giugno 2013

(ME)MMT and ME. E basta guerre tra poveri...

R.Wray:"La MMT é corretta é vincerà!" apperò. 
Buon giorno e buona resistenza a tutti.

Dopo la parentesi sentimentale volevo tornare a bomba sui consueti argomenti, anche per riprendere le fila di un discorso che iniziai un paio di anni fa su questo blog e di cui ho riaccennato qualcosa qui, ovvero la Modern Money Theory (MMT), o Mosler Economics-MMT (ME-MMT) come la chiamano certuni. Tema oltremodo importante, anche perché presenta criticità non solo dal punto di vista concettuale, già ampliamente dibattute, ma anche da quello umano. E su queste vorrei anzitutto concentrarmi.

In passato, avrete letto, sono stato sostenitore di questa teoria e fui presente al primo summit MMT di Rimini organizzato da Paolo Barnard. Ma dopo breve, me ne sono discostato, preferendo continuare lo studio della materia economica e la divulgazione per conto mio. Motivo? Beh, é presto detto. Al di là dei miei pareri sulla teoria in sé, che descriverò nel seguito del post, ho preferito poter seguire e studiare il problema da un punto di vista più neutrale e distaccato, documentandomi sui vari punti di vista. Inoltre ancor prima di farmi un'idea sui pro e contro, ho sempre rifiutato categoricamente l'approccio messianico, manicheo e esclusivista che il suo principale divulgatore in Italia, lo stesso Barnard, ha voluto darle.Un esempio?


mercoledì 29 maggio 2013

Storie di ordinaria resistenza (2): Economia 5 Stelle vs PUD€

Keynes, che gran persona...
 Bentornati, buongiorno e buona resistenza a tutti.

Mi scuso per la prolungata assenza, ma ho avuto tanto tanto da fare. Me ne sono successe di tutti i colori. Chi di voi mi legge probabilmente lo sa, ma conto una separazione traumatica dal mio vecchio dojo di arti marziali, un matrimonio fallito, un amore ritrovato e un'esperienza politica (in)felicemente messa in pausa, dopo alterne vicende, amicizie, rivalità e tante esperienze diverse che mi hanno arricchito e svuotato al contempo.

martedì 27 dicembre 2011

I topi abbandonano la nave...

Prima o poi doveva accadere...La situazione in Europa sta rapidamente raggiungendo il limite oltre cui nascondere la polvere sotto il tappeto comincia a diventare difficile e soprattutto pericoloso per chi lo fa.

Difficile perché ormai si tratta di negare l'evidenza e confutare le tesi di economisti di importanza mondiale come William Black, Michael Hudson, Stephanie Kelton, Randall Wray, Marshall Auerbach e Alain Parguez. Pericoloso perché quando il gioco sarà finalmente scoperto e conosciuto su scala nazionale, scappare ad Hammamet non sarà sufficiente per i responsabili... Ma veniamo ai fatti, che le parole non hanno loco.