Ritengo che lo scopo di ogni attivista dovrebbe essere lavorare duramente per aggregare consapevolezza e consenso sui temi più importanti e fare rete, facendo capire alla gente e alle forze in campo quale sia la strada giusta da seguire. Far dialogare chi non si parla più, indurre il dibattito dove non c'é, aprire porte chiuse o che terzi vorrebbero chiudere. E creare nuove sinergie che l'attuale clima generalizzato di radicalizzazione delle posizioni e chiusura preclude.
La massa critica contro l'ordoliberismo, il lobbysmo e contro l'apologia del vincolo esterno é ben lontana dall'essere raggiunta, e a mio modo di vedere un dibattito che partisse in una CGIL o in un PD, da altri apostrofati come "collaborazionisti da distruggere", sarebbero una vittoria. Ma perché ciò avvenga occorre parlare, non liquidare o accusare o insultare. Anche se ne avremmo tanta voglia. Io per primo.

venerdì 14 marzo 2014

...Raccoglie TEMPESTA!

E' l'una di notte e tutto va BEEEEEENE!!!
Buon giorno a tutti qualunque fronte stiate calcando.
 
Vediamo se riesco a mettere la parola FINE sul discorso che avevo affrontato qui, che si é finalmente, ma non troppo felicemente, concluso.

In conclusione dell'ultimo post, relativamente ai criteri che trovo ottimali per la creazione, la gestazione e la crescita di un nuovo soggetto politico, avevo scritto:

L'unico modo sensato di costruire un partito e' di farlo PER GOVERNARE. Non per cacciare via chi e' al potere: se questo e' il primo scopo, il partito continuera' ad epurare i PROPRI vertici: un partito che nasce CONTRO qualcuno, non appena prende il potere, agisce CONTRO se' stesso. E agisce contro se' se stesso anche quando NON prende ALCUN potere: in qualsiasi situazione il programma materiale iniziale non possa venire eseguito su altri, viene eseguito sul partito stesso.


Quindi, c'e' UN SOLO modo per costruire un partito che salvi il paese con un programma durevole. Dargli come compito iniziale materiale il compito di:
  1. Comporsi dalle persone migliori possibile scelte in loco.
  2. UNIRE tutte le forze possibili per salvare il paese.
  3. Includere OGNI forza positiva ed OGNI sforzo positivo
  4. Non avere intenti distruttivi verso NESSUNO.
Faccio notare che questo approccio non implica unire TUTTI, come ha tentato di fare ad esempio la Rete LIRA prendendo anche il meglio di signoraggio.com e losai.eu (mi rifiuto di inserire i link), perché il grosso discrimine é che l'inclusione sia verso forze positive, le uniche in grado di rappresentare una vera alternativa costruttiva al sistema. Chi si propone come antisistema ma esordisce attaccando a 360 gradi e isolandosi politicamente, finirà al più come il Mov5S senza la grancassa di Grillo. Come pure pretendere di dare per morta/colpevole tutta la politica attuale e volerla "rimpiazzare in blocco", logica tipica dei movimenti del 9 dicembre ma anche dello stesso Mov5S, é una tecnica che nel peggiore dei casi susciterà una risposta precoce del sistema stesso, che avrà gioco facile ad isolare o criminalizzare persino il dissenso. Nel migliore dei casi, anche qualora conquistasse seggi in parlamento, poi non potrebbe usarli perché isolata.

Un'attività politica che non tenga conto della realtà fattuale delle cose é destinata al fallimento. In politica non si viene valutati per una superiore "moralità o coerenza", peraltro tutte da dimostrare, bensì per i risultati. E occorre avere la forza di saper ignorare anche l'incomprensione di certuni compagni di fronte che magari condividono i fini ma non comprensono il valore della strategia. L'esempio degli antichi ci aiuta sempre. Durante la seconda guerra punica, il console Quinto Fabio Massimo "il temporeggiatore", decise di non procedere immediatamente contro Annibale, ma di attendere e riorganizzare le forze, nonostante le accuse di vigliaccheria gli piovessero copiose. Questa tattica si rivelò determinante e vincente.  A tal proposito Tito Livio ne La guerra con Annibale scrisse:

"Non importa se chiamano la tua cautela timidezza, la tua saggezza accidia, il tuo comando debolezza; é meglio che un saggio nemico ti tema piuttosto che un amico folle ti lodi."

In generale, il rivale politico di oggi potrebbe essere l'alleato strategico di domani, e le posizioni cambiano continuamente, per studio e crescita, non solo per strategia e trasformismo. Io non faccio che modificare il mio parere, a seconda delle mie esperienze, conoscenze personali e studi. E' ardito ritenere intelligente una posizione immutabile nel tempo.

Fatta questa premessa, ecco il testo completo della mozione di riforma strategico-comunicativa che il gruppo piemontese di ARS ha sottoposto al direttivo. La discussione é avvenuta martedì sera fino a notte inoltrata. E' stata lunga e penosa, ma andava fatta.

Nell'invitarvi a leggere il documento prima di andare oltre e ad espormi domande e chiarimenti se necessario, anticipo il risultato. Di tutte e 4 le pagine del testo, questa é stata l'unica parte che il direttivo ha in qualche modo appoggiato:

"Carenza di messaggi brevi e semplici da capire alla portata di tutti" (nella comunicazione ufficiale di ARS ndM)

E solo perché esiste una deliberazione del direttivo successiva alla stesura del documento stesso che ne prende atto e si propone di studiare una strategia di comunicazione semplificata, che si affianchi (ma non sostituisca) quella attuale, rivolta a ricercare e coinvolgere una militanza capace e preparata, che possa ricoprire incarichi organizzativi.

Tutto il resto, senza esclusione, é stato cassato.

Non fare quella faccia, hai firmato il Trattato di Lisbona!
Devo ammettere che sono stupito. Avevo già dato per morti nell'ultimo post almeno i 3/4 del testo proposto, vista la deriva comunicativa scelta dall'associazione e culminata per ora nella campagna di boicottaggio delle europee, ma seriamente, pensavo che alcune pillole di semplice buon senso sarebbero state accolte. E mi riferisco specialmente al paragrafo "Ingenuità comunicative spicciole", in cui sottolineavo semplicemente la necessità, specie dai nostri comunicatori ufficiali e soprattutto dalla presidenza, di astenersi da toni forcaioli, insultanti e isolaziosti, fatti propri dalla parte peggiore della politica italiana attuale, con esempi tragicomici come un'apologia del Mullah Omar sulla pagina di ARS Piemonte da parte della presidenza in conseguenza della quale le donne del gruppo stavano per chiedere la mia testa, in nome della nota apertura della cultura talebana nei riguardi delle donne.

Vabbé. Questo cioccolatino in ogni caso non avrebbe fatto la differenza nelle mie scelte di aderenza o meno al progetto del direttivo, da cui ho confermato una volta di più le dimissioni irrevocabili. Perché le questioni bocciate o ignorate sono a mio parere ben più gravi e importanti.

E in aggiunta, é stato pure deliberato a maggioranza bulgara che un simile documento non possa più essere sottoposto al direttivo. Vi rimando al futuro verbale per le motivazioni, ma quella che ritengo più divertente é che sarebbe uno stile di democrazia diretta del tutto affine al Mov5S e pertanto fallimentare. Nientemeno. Mi dicono dalla regia che persino Casapound ammetta e discuta i testi che arrivano dalla base.

Al di là di questo, come suggerisce l'immagine di apertura, ciò che ho percepito e compreso, alla fine di tutto, é che la strategia attuale di ARS non é affatto "incoerente" o una "deriva". Anzi, é coerentissima e VA BENISSIMO COSI'. TUTTO VA BENISSIMO COSI'! Notte fonda.

E' stata pensata COSI' dai fondatori (almeno da quelli che non si sono ancora dimessi...) e in particolare dal presidente D'Andrea sin dall'inizio. E non é destinata a cambiare. ARS é qui per mantenere la sua radicalissima e immutabile posizione, non per fare rete e indurre dibattiti con e all'interno di soggetti esistenti.  E menchemeno ARS intende avvalersi e fare tesoro del parere altrui, specie se esterno all'associazione. ARS é qui per fare scuola, per dettare la linea a tutti i "sovranisti", per illuminare la via! Non per approcciarsi alla realtà con il minimo di umiltà che invocavo da tempo.

Come ho candidamente ammesso in conclusione della riunione, era invece evidentemente dissonante la mia posizione, così come quella dell'amico Piero Valerio, che nella stessa occasione ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili per le mie stesse ragioni. Va detto, aiutato in questo dall'aver subito un trattamento realmente indecente per aver difeso e appoggiato le stesse idee esposte nel documento di cui sopra.

Piero ha infatti subito un'aggressione verbale in piena regola, con tanto di urla ed epiteti sproloquiati più o meno amminchia senza che nessuno a parte me e lui (e i due soci piemontesi in ascolto) ne ravvisasse la gravità. Uno dei firmatari del documento in ascolto non é intervenuto AFFATTO perché INTIMIDITO e OFFESO dalla maleducazione e tracotanza dimostrate nella discussione. Non si é sentito tutelato nell'esprimere il suo parere che per inciso era allineato al mio e a quello di Piero e ha preferito tacere e ascoltare. Invito il direttivo di ARS ad una riflessione profondissima su questo aspetto disgustoso, peraltro ravvisato, seppur tardivamente, anche da altri membri.

Senza parlare del fatto altrettanto pietoso che l'argomento di Piero sia stato attaccato oltre che nel merito anche per gli scarsi risultati in termini di tesseramento della regione Sicilia, oltretutto motivati da seri problemi non dipendenti dalla volontà del suddetto. Quasi poi che un qualunque socio non abbia il diritto di dire la sua, direttivo o meno, e debba essere ascoltato o meno sulla base delle tessere che raggranella. Fortunato io ad avere ottenuto risultati migliori, così sono stato ascoltato. Eggià.
 
In questa fase per ARS conta solo aggregare sulla base della linea attuale, contano le TESSERE. Ovviamente, aggregare sulla base di modalità, argomenti e toni simili non potrà che avvicinare solo persone che vi si riconoscono appieno, con pro e contro. Basta saperlo.

Come ho già detto nelle opportune sedi, NON sono interessato a investire ulteriori forze né soprattutto a rappresentare ulteriormente questo progetto. Con buona pace dell'accusa che mi é stata fatta che sarei incapace di mantenere la giusta disciplina di partito, poiché un militante davvero "disciplinato" non avrebbe neppure pensato di proporre una simile "riforma destabilizzante" (wtf?). Un "militante disciplinato" si sarebbe adeguato da bravo soldatino. Un "militante disciplinato" non deve questionare la linea dell'associazione, deve solo pensare a tenere alto il morale della truppe in attesa della vittoria! Non ci siamo capiti ragazzi. Non mi fa schifo la disciplina (pratico arti marziali da quasi 20 anni) e neppure i contenuti e le analisi.
In compenso disapprovo totalmente sia il METODO (specie le dinamiche interne) sia la STRATEGIA dell'associazione. Più che sufficiente.

As simple as that.
 
Sul piano procedurale poi, contesto OLTRE che le argomentazioni e la totale chsura del direttivo, il modo in cui il tutto é stato gestito. Nonostante fossi io il "relatore" del documento, non ho potuto neppure illustrarlo e spiegarlo ma ho dovuto agire solo in risposta alle "osservazioni sul merito" in sequenza dei membri del direttivo per altro PREconfezionate, scritte in una situazione dove a detta del presidente, il direttivo neppure aveva chiari tutti i punti riportati (e che non lo fossero era chiarissimo dalla maggioranza delle obiezioni mosse) e le mie risposte pertanto sono risultate del tutto ininfluenti ai fini dell'approvazione del testo.
 
Assolutamente assurdo il finale in cui, dopo ore di discussione improduttiva sui primi punti del documento e relativi monologhi sdegnati del presidente, per chiudere il discorso in fretta mi é stato chiesto in 5 minuti di replicare a PAGINE intere di argomentazioni preconfezionate da metà del direttivo che avrebbero richiesto una giornata per essere smontate.
Ovviamente non ho esaurito l'argomento e alla fine non ho potuto che ribadire la mia distanza da toni, metodi e argomenti e ribadire le mie dimissioni.
 
Della serata salvo giusto l'appoggio di Piero che saluto e a cui faccio i migliori auguri, e il sostegno dei soci piemontesi (alcuni già dimessi in conseguenza di cotanto scempio).
 
Salvo anche alcuni messaggi ricevuti in chat durante la riunione che mi han fatto capire che alcuni membri del direttivo hanno capito il punto del documento e anche quanto la discussione fosse eterodiretta, circolare e basata sul soverchiare l'altrui argomentazione con monologhi più o meno inconcludenti, autoreferenziali e aggressivi.
Quindi signori, saluti e buona continuazione.

Come ho preannunciato, continuerò a lavorare nella divulgazione e nell'aggregazione con chi si riconosce in quanto scrivo e nei contenuti espressi nel documento che ARS ha bocciato. O almeno con chi vorrà discuterne senza venire a spezzare il pane della conoscenza sulla testa di noi poveri stolti. E naturalmente, coerentemente con la mia richiesta di "aprirsi al dialogo e fare rete", sono completamente disponibile a partecipare ad incontri promossi da ARS.

Nel frattempo che recupero forze e alleati, accontentatevi di questa simpatica iniziativa! :)

CostiCHE?

PS. Ho già in programma la partecipazione a un primo incontro divulgativo torinese di cui vi farò sapere ASAP!

Ci vediamo in mischia.
Mattia C





3 commenti:

  1. Un brutto deja vu, versione 1 la "discussione" con con Labonia-Romeo, versione 2 la "discussione" con me, Alba e Maura, e versione 3 questa che hai appena descritto. Stesse identiche modalità, stesso identico risultato: dimissioni. Mi chiedo quale presidente possa ancora godere di quale fiducia dopo così tante dimissioni di soci fondatori e ristituzioni tessere di così tanti soci....

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    1. Semplicemente chi resta approva questa linea, sfumatura più, sfumatura meno. L'idea é proprio concentrare il nocciolo duro di chi vi si riconosce, gli altri non servono ad un discorso del genere.

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  2. sconforto ... :-(

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