Ritengo che lo scopo di ogni attivista dovrebbe essere lavorare duramente per aggregare consapevolezza e consenso sui temi più importanti e fare rete, facendo capire alla gente e alle forze in campo quale sia la strada giusta da seguire. Far dialogare chi non si parla più, indurre il dibattito dove non c'é, aprire porte chiuse o che terzi vorrebbero chiudere. E creare nuove sinergie che l'attuale clima generalizzato di radicalizzazione delle posizioni e chiusura preclude.
La massa critica contro l'ordoliberismo, il lobbysmo e contro l'apologia del vincolo esterno é ben lontana dall'essere raggiunta, e a mio modo di vedere un dibattito che partisse in una CGIL o in un PD, da altri apostrofati come "collaborazionisti da distruggere", sarebbero una vittoria. Ma perché ciò avvenga occorre parlare, non liquidare o accusare o insultare. Anche se ne avremmo tanta voglia. Io per primo.

lunedì 3 giugno 2013

Guida galattica per autoattivisti (un poco sovranisti)

Buon giorno e buona resistenza a tutti.

Solo un piccolo avvertimento preliminare per tutti: io sono tra i fondatori del gruppo Economia 5 Stelle, ma quindi? Ciò comporta forse matrimonio eterno ad esso e al Movimento? Non direi proprio. Comporta che quando uno non crede più nel Movimento e/o non ha più energie da investirci, lo dice e se ne va. E la sua scelta dovrebbe essere rispettata da tutti. Chi ad esempio mi chiede di prendere e rinominare/cancellare il gruppo non ha proprio capito lo spirito di base del mio attivismo recente. Quel gruppo non é MAI STATO una mia proprietà o il mio trastullo, é invece ormai da tempo un bene comune di tutti gli attivisti del Movimento, e io o altri non abbiamo nessun diritto di cancellarlo o utilizzarlo per propagandare le nostre idee politiche, laddove divergano dal supporto al Movimento stesso. Esiste uno statuto del gruppo molto chiaro in tal senso, che chi vi scrive farà bene ad accettare.

E chi lascia  non dovrebbe essere tirato per la giacca facendo leva sul suo senso di responsabilità o altro. Ho sempre detto che la mia presenza avrebbe potuto letteralmente svanire da un giorno all'altro anche per ragioni di lavoro e che non era affatto scontata. Le cose stan così. Io col Movimento ho chiuso. Voi che restate avete ancora intenzione di tentare di supportarlo nonostante il modo in cui si comporta? Va bene, non intendo impedirvelo ed é anche per questo che ho fatto un passo indietro. Discorso diverso é se mi chiedete di collaborare con questa realtà nei posti di comando pure, perché né temete il declino. Non ha senso alcuno. Nella democrazia diretta, siete voi che dovete difendere le vostre idee e ciò che avete caro con tutte le vostre energie. Avete una convinzione? Avete fede nel Movimento? Esercitatele in prima persona, BASTA DELEGARE! Siamo per stracci proprio per un problema di DELEGA SCRITERIATA delle nostre prerogative democratiche, ve ne rendete conto? E la via che ho scelto e che vedo di fronte a me non é detto che sia quella migliore per voi. Io sono una persona orgogliosa e non credo di essere in grado di venire a compromessi sulle questioni di elementare principio, ma forse per questo la mia idea politica non é attuabile in questa situazione e non potrà aiutare l'Italia nell'immediato. A Roma c'é ancora il Movimento, non io o altri. E solo il Movimento può agire ORA, quindi supportarlo HA senso. Questo anche se, al di là del caso specifico che ha portato al mio abbandono, io lo vedo tagliato fuori dai giochi per scelta deliberata, e pure rinunciatario sull'unica cosa che potrebbe fare bene, ovvero fare corretta informazione a tutto tondo.

Ma non ha comunque nessun senso che io da detrattore del Movimento investa oltre la mia faccia e le mie energie nell'organizzazione di un progetto che lo favorisce e ne supporta e avalla la linea politica. Aiutarlo nei singoli progetti e nella divulgazione? Ok, non ho mai detto di no. Ma per il resto, ognuno per la sua strada. Se la mia é ora diversa, é evidentemente perché non mi sentivo di condividerla oltre. Fine del preambolo.






Nell'ultimo post ho discusso di alcune mie iniziative passate in collaborazione con il Movimento 5 Stelle, su tutte la creazione del gruppo divulgativo Economia 5 Stelle, cui auguro la miglior fortuna e longevità indipendentemente da qualsiasi deriva possa prendere il Movimento in sé. Se la linea del M5S sui temi di politica-economia é difficile da decifrare,  non così é la linea del gruppo che rientra di buon grado in quella nascente area sovranista che per fortuna comincia a caratterizzare la politica alternativa italiana.

Recupero della sovranità monetaria, politica, fiscale, militare, persino alimentare. Ritorno ai valori democratici, ormai da tempo abbandonati in favore dell'idea dell'inevitabilità di un vincolo esterno che ci salvi da noi stessi, dalle nostre miserie, dalle nostre brutture, dalla corruzione e dalle mafie di vario genere che avvelenano le nostre esistenze e che ci avrebbero tolto il futuro. Vincolo che nel nostro caso risponde al nome di Unione Monetaria Europea (UME) con i suoi trattati. Illustri commentatori come A.Bagnai, L. Barra Caracciolo e C.Borghi e il giornalista indipendente P.Barnard hanno nel tempo ben spiegato come questo approccio fallimentare, paternalistico e totalitarista abbia progressivamente svuotato le nostre istituzioni democratiche da ogni significato e da ogni effettivo potere.

In buona sostanza, in questi lunghi anni di SME, iniziati nel lontano 1979, ai cittadini europei (non solo italiani) é stato chiaramente detto che il processo di integrazione europea era un sogno che non necessitava della loro ingombrante legittimazione democratica. Le azioni cardine di questo processo, come il famoso divorzio Tesoro-Banca d'Italia del 1981, non sono mai e poi mai state soggette al voto popolare e si son disinteressate dei più illustri pareri tecnici, e sono state progressivamente sottratte al legittimo dibattito pubblico che avrebbe dovuto esserci.

 
Anche laddove lo sono stati, come in occasione del referendum francese sulla costituzione europea, meglio nota come Trattato di Lisbona, il loro parere negativo é stato ignorato e rigettato. Fin dagli anni '70 insigni economisti come Kaldor e Godley si sono espressi molto chiaramente sulle fallimentari fondamenta di quest'unione monetaria, del tutto inascoltati dalla classe politica europea e a stento relegati dai media compiacenti nell'angolino polveroso tra idealisti e complottisti. Atteggiamento che fa notoriamente rima con fascisti...

Non é difficile capire in realtà. Creando un sistema monetario che non prevedesse l'uso della più elementare solidarietà reciproca come risposta anti-ciclica agli shock economici esterni (come la tremenda crisi dei mutui subprime del 2007), né che prevedesse il ricorso allo strumento dell'aggiustamento dei cambi reali degli stati in difficoltà o in deficit, si stavano implicitamente creando le condizioni per scaricare il peso di qualunque problema sulle classi più deboli, ovvero le classi salariate. Peso da loro accolto obtorto collo, a colpi di progressiva deflazione salariale, riduzione del welfare, precarizzazione del mercato del lavoro e progressivo ritiro dello stato nazionale nel suo inestimabile ruolo di vigilante e garante di certi arcinoti processi "poco limpidi" del mercato, come la simpatica tendenza all'oligopolio, al cartello, ai rapporti clientelari e alla corruzione, a  tutto svantaggio di chi questo sistema non può che subirlo (noi). Gli stati nazionali europei si sono progressivamente trasformati in gusci vuoti, da enti protettivi in enti punitivi, vessatori, meri curatori fallimentari e esecutori di diktat provenienti da ben altra sede.

Un esempio per tutti di legge di ispirazione europea che ha decretato la vittoria di rapaci interessi privati sull'interesse pubblico? La legge numero 35/1992 (Legge Carli - Amato) per la privatizzazione di istituti di credito ed enti pubblici. Essi sono stati contestualmente trasformati in S.p.a. (Società per azioni). In altre lingue, più trasparenti, esse vengono chiamate società anonime, ad indicare  chiaramente la non responsabilità e la non visibilità delle persone coinvolte. In nome della indimostrata ma scontata superiore efficienza dei privati sul settore pubblico, tali società sono di colpo diventate invisibili alla Corte dei Conti, sottratte al suo controllo sugli atti, amplificando conflitto di interesse e dinamiche corruttive e/o illecite.


Inoltre, uno dei più noti principi liberisti sui quali è fondata l'Unione Europea è nel divieto di aiuti di Stato alle aziende. Lo Stato si é trovato nell'impossibilità di fatto di intervenire a ricapitalizzare le sue banche. Alcuni stati europei hanno interpretato in maniera un po' più elastica di noi quei principi di non ingerenza, e vantano ancora una presenza pubblica importante nel sistema finanziario. Noi, per contro, abbiamo applicato sempre in maniera rigorosa il dogma del "più Europa". Risultato? Ad ogni successiva ricapitalizzazione delle nostre banche si ha avuto un sempre maggiore passaggio ai mercati privati della proprietà del sistema finanziario, con le tragiche conseguenze che ben conosciamo.

Piccolo inciso per il partito anticasta&corruzione: ho letto alcune velleitarie proposte secondo cui per uscire dalla crisi vada semplicemente rafforzato il potere di vigilanza della Corte dei Conti... Può essere una buona idea, ma non pensate nemmeno per sbaglio che DA SOLA serva a qualcosa, in mancanza di un concreto cambio di rotta sull'Eurosistema e su queste direttive comunitarie. Come fa notare A.Bagnai sul suo blog, é da poco uscito questo commento della Corte secondo cui l’austerità ci ha fatto molto male. Cito da Goofynomics:

"E’ strano, perché non sembra che la stessa istituzione avesse mai espresso opinioni simili. Anzi: a maggio 2011 invocava una manovra “stile 1992”: da 46 miliardi. Mentre a ottobre 2011, lamentandosi di risorse non certe, invitava a tassare i beni reali. Più recentemente, puntava il dito contro corruzione e malaffare.
Torniamo invece indietro, al 2009, inizio del periodo citato nell’articolo di oggi. La Corte se la prendeva con la sanità.

Insomma, l'austerità l'ha voluta, l'ha avuta, e ora se ne lamenta. I problemi poi variano sempre: sanità, corruzione, entrate incerte... ma mai che si accenni alla moneta unica, ci mancherebbe!
"

Fine inciso. La Corte stessa é un covo di disonestà intellettuale eurista concentrata e va pesantemente riformata e depurata dal conflitto di interesse, come del resto la nostra intera partitocrazia.

Signori, il PUD€ é un avversario insidioso, diffuso capillarmente in media, politica e finanza italiana ed europea e conosce bene i suoi polli (noi). Era ovvio che prima o poi le persone si sarebbero rese conto dell'inganno e avrebbero chiesto lo scotto elettorale di questa progressiva opera di deresponsabilizzazione e sottrazione di governance popolare da parte dell'UME. Hanno perciò agito in tre modi principali. 
  • Il primo, già citato, consiste nella completa sottrazione di queste dinamiche alla divulgazione pubblica e al dibattito nei media, di pari passo con il colpevole silenziamento di qualunque voce contraria nella nostra classe intellettuale. Parrà un'affermazione qualunquista, ma i media italiani su questi provvedimenti hanno speso molto meno inchiostro che per qualsivoglia rigore contestato al derby di turno.
  • Il secondo é il manganello del vincolo esterno, l'uso strumentale dell'emergenza, del concetto fascista del TINA (There Is No Alternative). Ad ogni provvedimento impopolare é sempre stata presentata agli elettori un'alternativa apocalittica, senza che ci fosse alcun nesso di causalità dimostrabile fra l'una e l'altra. Un esempio su tutti? Il famoso divorzio dell'81 fu presentato come strategia di lotta alla superinflazione degli anni '70, il cui colpevole fu individuato nella "spesa pubblica eccessiva" e nell'aumento della massa monetaria, senza specificare che questa aveva origine negli shock petroliferi del '73 e del '79 ed era una mera misura difensiva applicata su scala mondiale. E infatti l'inflazione, così come era venuta, se ne andò. Ma non certo per il colpo di mano di Andreatta...
  • Il terzo, e il più disgustosamente vile di tutti, é il senso di colpa. Pensateci. Molto spesso vi ricorderete di aver sentito gli stessi politici da voi votati accusarvi di pochezza morale, pelandronite, corruzione. Con il contributo della stampa estera, i popoli e i governi europei, a partire dai PIIGS, sono stati convinti di ESSERE la causa del problema. "Gli stati spendevano troppo, i privati sprecavano, rubavano e corrompevano. E quindi dovevano essere fermati." Vi ricorda qualcosa? Alzi la mano chi di voi non ritiene in qualche misura di meritare l'attuale crisi. E chi pensa di meritare una punizione, chi si sente colpevole nell'animo, non ha alcuna forza di opporsi alla punizione stessa, in una sorta di stolida catarsi autoassolutoria. I popoli europei hanno preferito, invece di informarsi e correggere i loro difetti e i loro problemi, demandarne la soluzione ad un ente terzo non eletto, che di fatto li ha privati di ogni strumento democratico e puniti per colpe più teoriche che pratiche, colpe molto spesso esacerbate dalle punizioni stesse. E noi italiani siamo tra i più colpevoli in tal senso. Detesto con tutte le mie forze il nostro proverbiale servilismo e mancanza di orgoglio nazionale, che ha agevolato non poco il processo. E anche laddove ci é stato chiesto un parere, per quanto di poco conto (ovvero in sede di parlamento europeo), noi abbiam risposto inviandovi gli scarti della nostra classe politica. O qualcuno pensa che un Calderoli possa realmente fare gli interessi dell'Italia su scala europea?
No signori, NESSUNA forza politica ad oggi ha saputo affontare con la dovuta conoscenza e responsabilità il problema europeo, e la colpa é stata data a noi stessi, alle nostre debolezze e miserie, al nostro status di untermensch, incapaci di governarci da soli. Lo spirito attivo, il coraggio e la curiosità dell'autunno caldo e dei primi anni '70 del popolo italiano é stato letteralmente spazzato via da un trentennio di disinformazione, assunzioni di colpa e destrutturazione culturale, che ha avuto il suo triste apice nel berlusconismo (ho detto APICE, non ORIGINE, caaari piddini. L'origine siete indubbiamente VOI).

Solo ora, grazie al lavoro di alcuni patrioti e divulgatori tra cui quelli citati poc'anzi, lo spirito sovranista si sta risvegliando in Italia e in Europa, ma nel clima di tensione, sfiducia reciproca e disinformazione imperante, c'é il rischio che tale risveglio sia un po' troppo a destra per i nostri palati delicati. Al di là del facile catastrofismo, é evidente come la presente crisi stia venendo cavalcata e strumentalizzata da forze politiche neofasciste come Alba Dorata in Grecia e da partiti ultraconservatori come UKIP di Nigel Farage in Inghilterra. E' piuttosto evidente. Se le forze politiche che dovrebbero avere a cuore le sorti delle classi sociali più deboli lasciano il dibattito nelle mani delle estreme destre nazionaliste e xenofobe, ci aspetta come minimo un ritorno ad uno scenario molto simile al primo dopoguerra, dove quand'anche crollasse l'euro, a sostituirlo avremmo odio, razzismo e regimi totalitari su scala nazionale invece che continentale. E questo oltretutto ben difficilmente risolverebbe i problemi specifici della crisi economica. Ammesso e non concesso che la soluzione per abbattere l'eurofascismo sia il ritorno al fascismo nazionale, é del tutto evidente che nessuno di questi soggetti politici ha capito le reali cause della crisi, e pertanto non potranno che proporre soluzioni errate. Diffidate SEMPRE da chi vi propone soluzioni semplici che vi assolvono dalle vostre responsabilità e dalla necessità di impegnarvi direttamente per definire il destino dei vostri cari e della vostra nazione. Perché non sono la soluzione, e con ogni probabilità sono espressione di un regime conservatore.

Non é un caso che mi scagli con forza contro il signoraggio bancario e le altre teorie del complotto. Non abbiamo bisogno di analisi superficiali e dilettantesche quando non dichiaratamente truffaldine, che inducano la popolazione ad identificare un nemico senza nome e senza volto cui derubricare tutta la propria energia e la propria attenzione, perdendo di vista la necessità di studiare, progredire ed apprendere gli strumenti indispensabili a capire la realtà che ci circonda. Basta leggere un intervento a caso di un signoraggista illustre, il buon Della Luna, per capire quanto queste persone siano in effetti prone al sistema pur comprendendone intuitivamente la fallacia:
"E allora… ciò che avviene nei nostri tempi è l’adeguamento della struttura di potere e sfruttamento alla realtà degli uomini, di ciò che la società è. Non è lo smantellamento della civiltà e del diritto, ma è il naturale ritorno a ordinamenti totalitari nell”inevitabile tramonto di una finzione a cui ci eravamo molto affezionati. Anche intellettualmente."

NATURALE ritorno? INEVITABILE tramonto? Io mi sento più triste solo dopo aver letto queste tre righe conclusive di un intervento altrimenti piuttosto condivisibile. L'Italia non ha bisogno di intellettuali o attivisti rinunciatari che si faccian scorrere la storia addosso, siamo giunti ad uno spartiacque culturale fra due modelli di società e di democrazia, e l'inerzia morale di fronte all'"inevitabile declino" é proprio quel che ci farà accettare qualunque altra privazione senza batter ciglio, fosse anche la condanna alla povertà e alla schiavitù dei nostri stessi figli.

E' un lavoro sporco, lungo e difficile, ma se non volete essere schiavi a vita di chi ne sa più di voi, dovrete adattarvi a farlo. Non é nell'interesse di chi scrive trovarsi un domani non lontano su una barricata con un fucile in mano insieme con un ristretto numero di patrioti e studiosi. Mi interessa assai di più aiutare ora chi avrà la volontà di farlo a contrastare la disinformazione eurista e a concentrare le energie e la legittima rabbia nel supportare soggetti che possano dare una vera risposta ai veri problemi e in cui possiate legittimamente identificarvi senza compromessi e mancanze di trasparenza di sorta. L'Italia ha secondo me un enorme bisogno di VERITA'... l'unica cosa che può spezzare catene vere e metaforiche e rendere libero un uomo di decidere se essere schiavo o cittadino.

Quindi ho da tempo deciso che diverrò l'incubo peggiore di qualunque forza politica che per malafede o per per qualsivoglia tatticismo cerchiobottista elettorale, deciderà di tenere all'oscuro i cittadini della reale portata dei problemi che dobbiamo affrontare. Non é più ora di tergiversare sulle false flags, se mai lo é stata.

Giusto per fare un esempio, chi vi dice che il problema dello stato italiano é il debito pubblico e la corruzione e che vorrebbe l'applicazione qui del modello tedesco é in effetti un pericoloso disinformatore e complice del sistema attuale, che in queste 3 parole in croce vi dice in sostanza che:
  • Lo stato é indebitato e corrotto, quindi lo stato non funziona. Occorre pertanto privatizzare tutti gli asset ancora pubblici e vendere il superfluo per fare cassa e PAGARE questo debito. Peccato che come abbiam visto i privati acquirenti siano BEN più corrotti...e magari esteri. Pagati i debiti senza risolvere le cause strutturali della crisi, cosa ci resterebbe?
  • Pagando il debito pubblico (mediante riduzioni recessive della spesa pubblica o altre tasse magari), o magari con un tragico haircut in stile greco, risolveremmo il problema. Peccato che questa gravosa operazione (peraltro la stessa proposta da abomini come il Fiscal Compact) non risolverà proprio nulla. Perché la nostra é una crisi di debito privato e bilancia dei pagamenti.
  • La soluzione sta in ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro, libero licenziamento e deflazione salariale in stile tedesco. Ah, dimenticavo, vi sta consigliando anche di imitare la slealtà nell'applicazione dei trattati e la mancanza di cooperazione con i partner europei tipici dei governi tedeschi da Schroeder in poi. Non male.
  • L'eurosistema e le sue tremende iniquità democratiche, così come la vostra schiavitù e deresponsabilizzazione, non c'entrano con tutto ciò e non necessitan di migliorie, anzi, se tutti avessero fatto come i "virtuosi tedeschi", l'euro sarebbe un bengodi. Al limite con un po' più di Europa risolveremo il problema. E come no.

Chiaro? Problemi sbagliati, soluzioni SBAGLIATE e DISTRUTTIVE! Personalmente non concordo con nessuna di queste 4 affermazioni.

Ora la domanda é...cosa si vede all'orizzonte? In cosa potremmo impegnarci per avere una speranza di successo? Provo a dirvi quel che vedo io. La lista é suscettibile di variazioni, di pari passo con le mie indagini.

  • Come ho già diffusamente descritto, Economia 5 Stelle é la corrente sovranista più importante nel Movimento 5 Stelle. Consiglio a tutti coloro che sentono di voler dare battaglia sovranista nel M5S o semplicemente desiderano informarsi sui temi economici d'attualità di iscriversi e far iscrivere conoscenti e amici a questo sito di divulgazione, che é tutt'ora in contatto con i principali protagonisti dell'informazione alternativa e che spesso riesce a far sentire la sua voca anche tra i parlamentari di Roma. Troverete anche me come semplice partecipante al dibattito e collaboratore esterno informato sui fatti. Lo staff del gruppo sta producendo molto ottimo materiale, tra cui alcuni documenti esplicativi della crisi che presto saran divulgati e una serie di kit divulgativi che saranno poi usati per le iniziative sul territorio, volte a risvegliare il maggior numero possibile di persone, e ogni aiuto é ben accetto. Il M5S deciderà di non ascoltarli? Peggio per loro, non dubito che questo gruppo sappia al momento opportuno fare le sue scelte di campo.
  • Da poco più di un anno esiste l'associazione denominata ARS, Associazione Riconquistare la Sovranità. Questi ragazzi, indipendenti da qualunque forza politica esistente e senza santi in paradiso di sorta, stanno combattendo a loro modo aggregando consenso fra varie forse politiche e non sulla questione sovranista. Il 15 e il 16 Giugno 2013 a Pescara ci sarà la loro assemblea nazionale (qui i dettagli logistici), cui tutti sono invitati, indipendentemente dal credo politico-economico. Io personalmente sarò presente e documenterò tutto ciò che vedrò e sentirò a beneficio di chi voglia farsi un'idea più precisa. Sulle persone coinvolte, davvero poco da dire. A partire dal presidente Stefano d'Andrea, si contano attivisti noti ed esperti come Piero Valerio a.k.a Tempesta Perfetta e Fiorenzo Fraioli a.k.a Ecodellarete, ed esperti di economia di tutto rispetto come Marino Badiale. Le premesse sembrano buone, anche perché si legge tra le righe della loro proposta una forte attenzione alle fonti più autorevoli presenti in rete e un approccio scientifico che non lascia nulla al caso. Insieme con la comprensione, evidente dal loro invito ecumenico all'assemblea, che solo l'unione di tutte le persone che si riconoscono in questa causa potrà farci vincere la guerra. Non così i personalismi e le divisioni che hanno polverizzato  altri fronti sovranisti italiani molto promettenti.
  • La Modern Money Theory, introdotta in Italia dal giornalista Paolo Barnard, é sempre attiva e la sua divulgazione da noi é oggi divisa in due macrotronconi. Il primo, promosso dallo stesso Barnard, é la Mosler Economics-MMT (ME-MMT), che come suggerisce il nome divulga la versione della MMT influenzata dalla visione dell'economista americano Warren Mosler. Il secondo é il gruppo di Economia per i Cittadini (EPIC), completamente indipendente da Barnard, che sta ora compiendo un percorso parallelo che l'ha portato a collaborare anche con Economia 5 Stelle. Il documento degli scenari di cui ho parlato avrà infatti una duplice versione: una scritta dal gruppo E5S con i contributi variegati di tutti gli attivisti e una scritta da EPIC con la singola visione della MMT così come divulgata da economisti quali Bill Mitchell, Randall Wray, Marshall Auerback, Stephanie Kelton e Mathew Forstater. Dopo un iniziale supporto mio personale alla MMT, che ricorderete dalla lettura di vecchi post, ho scelto di allontanarmene un poco. Non perché non trovi condivisibile la visione che da loro viene data della crisi e di alcune possibili soluzioni, ma proprio per non disperdere le mie energie in rivalità e confronti personali che avrebbero potuto nuocere al mio attivismo e alla mia imparzialità, e per la mia personale avversione per certi atteggiamenti messianici e fideistici che si sono visti in rete in questi ultimi 2 anni, che come sapete ritengo nemici della divulgazione e della cultura. Tuttavia, per chi crede nella MMT in Italia, tali associazioni sono un must. Un aspetto contestato della MMT é ad esempio la possibilità di eliminare del tutto i titoli di stato come strumento di finanziamento della spesa pubblica e controllo dei tassi di interesse, ricorrendo unicamente al deficit spending. Cosa che personalmente non condivido. Un altro aspetto riguarda la bilancia dei pagamenti. Secondo alcuni economisti MMT un deficit persistente, in regime di moneta sovrana, é un qualcosa di accettabile e sostenibile, poiché in cambio di una mera svalutazione della propria valuta, si possono importare beni e servizi che danno un contributo di ricchezza reale all'economia, senza per questo precludere il raggiungimento della piena occupazione. Il dibattito é acceso sulla materia, e ci sono varie visioni, ma chi scrive si dissocia da questa in particolare, perché la crisi attuale dovrebbe averci insegnato, tra tutto, proprio che squilibri commerciali e finanziari persistenti originano indebitamento privato, inimicizia e situazioni indesiderabili tra le varie economie. Meglio secondo me un qualcosa che tenda al pareggio tendenziale delle partite correnti della bilancia dei pagamenti, un principio che A.Bagnai definisce "external compact". La MMT é in ogni caso una teoria che vale la pena approfondire e divulgare. Al di là di questi punti di discussione, ha infatti ben chiare le cause della crisi odierna ed é molto esplicita nell'indicare la via keynesiana e sovranista come soluzione della crisi stessa. Ci sarà tempo di discutere i dettagli in seguito, ora va trovata convergenza sul macrotema. CHIARIFICAZIONE del 5/6/2013 segnalata da Riccardo Tomassetti di ME-MMT: "MMT è un acronimo formulato da uno studente di Bill Mitchell e poi fatto proprio da tutti gli economisti che girano intorno a quelle basi teoriche. Quella che oggi definiamo MMT nasce con "Soft Currencies economics" un lavoro dei primi anni 90 di Warren Mosler, lo stesso Wray lo racconta nei suoi papers. Quindi è corretto parlare di Mosler economics perchè è cmq partito tutto da li. Inoltre non mi risulta affatto che Wray abbia posizioni molto diverse da quelle di Mosler riguardo la bilancia dei pagamenti: nella risposta che da a Cesaratto, di qualche tempo fa, dice esattamente le stesse cose di Mosler". Grazie Riccardo.
  • Circa un mese fa si è costituito il movimento CLN - Comitato di Liberazione Nazionale , dove sono confluiti importanti movimenti economici quali Reimpresa, Movisol, Movimento per l'Infanzia, CCN, Assoconsumatori e altri in via di adesione. Scopo del comitato è quello di riunire i movimenti esistenti in Italia che intendono perseguire una lotta per la riconquista della sovranità nazionale e successivamente creare un nuovo soggetto politico che sostenga gli ideali e gli scopi dei singoli movimenti aderenti, previa condivisione da parte di tutti gli altri. Alcuni di questi movimenti erano quelli che avevano fondato e aderito alla vecchia Lista SI, ma coloro che avevano contribuito a quella iniziativa e contribuirono al suo fallimento non sono più presenti. Le finalità programmatiche sono riassunte dal manifesto, da cui cito: "Il nostro obiettivo primario è fare riconquistare all’Italia la perduta SOVRANITA’ NAZIONALE, che vuol dire, innanzitutto,  riottenere la libertà di determinare, nell’esclusivo interesse del popolo italiano, le scelte di politica economica. Strettamente legati al raggiungimento del nostro obiettivo saranno 1) l’istituzione di una Banca Nazionale collegata al Ministero del Tesoro che abbia la naturale facoltà di stampare moneta; 2) il riordino del sistema bancario, ripristinando la distinzione tra banche commerciali e banche d’affari; 3) ) la riforma del sistema di riscossione tributaria, eliminando le aberrazioni di Equitalia.". Ottimi propositi, ma ad una prima lettura del materiale disponibile l'analisi del problema di CLN mi pare un passo indietro come completezza e autorevolezza alle forze precendentemente citate, ma va detto, anch'essi sono per definizione aperti al dialogo e al confronto. Vedremo cosa ne verrà.
  • E' appena stato annunciato il Manifesto di Solidarietà Europea ,che ha tra i firmatari alcuni illustri economisti italiani ed europei, come A.Bagnai, C.Borghi e J.Sapir. La strategia di questo manifesto é la seguente. Cito: "Riteniamo che la strategia che offre le migliori possibilità di salvare l’Unione Europea, la conquista più preziosa dell’integrazione europea, sia una segmentazione controllata dell’Eurozona attraverso l’uscita, decisa di comune accordo, dei paesi più competitivi. L’euro potrebbe rimanere – per qualche tempo – la moneta comune dei paesi meno competitivi. Ciò potrebbe comportare in definitiva il ritorno alle valute nazionali, o a differenti valute adottate da gruppi di paesi omogenei. Questa soluzione sarebbe un’espressione di vera solidarietà europea. Un euro più debole migliorerebbe la competitività dei paesi dell’Europa meridionale e li aiuterebbe a uscire dalla recessione e tornare alla crescita. Ridurrebbe anche il rischio di panico bancario e il collasso del sistema bancario nei paesi dell’Europa meridionale, che potrebbe verificarsi se questi fossero costretti ad abbandonare l’Eurozona o decidessero di farlo per pressioni dell’opinione pubblica nazionale, prima di un abbandono dell’Eurozona da parte dei paesi più competitivi." Non conosco le possibilità di attivismo relative a questo manifesto, ma di sicuro é il preludio all'apertura quantomai necessaria di un dibattito a livello europeo che sia d'aiuto a tutti noi per trovare consenso oltralpe all'uscita dall'eurozona. I contenuti strategici della proposta non trovano il mio consenso, così come qualunque proposta riconducibile all'"Euro a due velocità" di benetazziana/napoleoniana memoria, ma sicuramente questo testo ha il pregio di denunciare chiaramente le cause della crisi e di definirne l'imputato numero uno, ovvero l'eurosistema. Il resto verrà da sé. Nel bene o nel male, l'importante é che se ne parli ora e subito, e che sia chiaro che chiunque resti imprigionato in questo sistema é destinato a povertà e recessione, come stanno ora scoprendo anche Francia, Olanda, Germania e addirittura la Finlandia.
  • Vi é poi, allo stadio diciamo larvale, un movimento che sta nascendo in rete, intorno all'ottimo lavoro divulgativo di blog come Orizzonte 48, gestito da Luciano Barra Caracciolo, e Goofynomics di Alberto Bagnai, due vere autorità in Italia nelle rispettive materie. E' presto per dire cosa bolla in pentola a questo proposito, ma é certo che l'ottimo lavoro svolto da essi e da chi ne diffonde i contenuti stia raggiungendo un numero sempre crescente di persone, e c'é da credere che presto sarà presa qualche importante iniziativa congiunta quantomeno divulgativa, per rompere l'egemonia del PUD€. In rete circolano mailing list di gruppi di attivisti più o meno indipendenti (nome in codice: Dalmata) che di loro volontà cercano di organizzare incontri di divulgazione e sensibilizzazione sul tema della crisi europea. Io faccio parte da qualche tempo di uno di questi "giri di mail" a Torino, e tra una pizza e una chiacchierata informale stiamo cercando di organizzare una conferenza torinese per settembre-ottobre, in luogo da definirsi. Molti attivisti della base del Movimento avevano chiesto che venisse organizzato un incontro divulgativo a Torino con A.Bagnai, e forse questa iniziativa sarà l'occasione buona, visto il diniego del professore per incontri organizzati dal M5S e il suo impegno in molteplici altre iniziative. Si fa anche un gran parlare in rete di un incontro fra tutti gli attivisti e i simpatizzanti dalmata che avverrà il 22 giugno, cui sarò presente. E chi é interessato può naturalmente chiedermi gli estremi in privato. Non é un evento ufficiale ma un incontro tra amici, quindi non divulgo pubblicamente. In ogni caso, per chi vuole impegnarsi per la causa sovranista le occasioni non mancheranno neppure qui.

Altro bolle in pentola, la situazione é in rapida evoluzione e vi terrò informati come meglio potrò. L'importante, come ho detto, é impegnarsi in qualche modo ed essere aperti al dialogo e al confronto, contro un  PUD€ che ci vuole litigiosi e divisi.

La causa comune é infatti una sola, ed é sempre la stessa.


(prendo fiato)



(...)



(lo riprendo)



L'ITALIA DEVE RECUPERARE AL PIU' PRESTO LA TOTALE SOVRANITA' MONETARIA, POLITICA, FISCALE, ALIMENTARE, MILITARE E USCIRE DA QUESTA TRAPPOLA TECNOLIBERISTA DI CHIARO STAMPO FASCISTA CHE RISPONDE AL NOME DI EUROSISTEMA! OGNI ALTRA CHIACCHIERA STA A ZERO! 

SIAMO IN GUERRA!!!


(uffff...)

Domande? E due! :)

Ci vediamo in mischia.    
Mattia C

21 commenti:

  1. ottimo post , come sempre del resto ;-P

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  2. Ho scoperto ora il tuo blog, piacevole scoperta.

    Ci vediamo il 22 :)

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    1. Puoi scommetterci una grigliata Attilio! :) E sarò in buona compagnia ^^

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  3. ho ritweettato il link e l'ho inviato al gruppo 5 stelle di Alba.

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    1. Grande! :) Sono i benvenuti su Economia 5 stelle of course!

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  4. Solo una precisazione in merito all'MMT.
    L'MMT non è divisa in tronconi, è una scuola di pensiero che ha radici lontane (i cartalisti, Marx, Abba Lerner, e soprattutto Keynes) sintetizzata poi con questo nome da Worren Mosler.
    In Italia è stata introdotta da Paolo Barnard, giornalista brillante ed economicamente preparato ma con un carattere -diciamo così- spigoloso. Questo suo carattere o ha portato ad allontanarsi prima da tutti gli economisti italiani, in blocco, e poi anche da tantissimi degli economisti MMT. Praticamente tutti, in effetti, ormai Barnard mantiene contatti solo con Mosler.
    La "ME-MMT" è un acronimo coniato dallo stesso Barnard, non da Mosler, una sorta di pisciatina sulla "sua" (di Barnard) versione di MMT.

    EPIC nasce per riallacciare i ponti dell'MMT in Italia sia con gli economisti italiani che con tutti gli economisti MMT con cui Barnard ha chiuso, con la stampa, con la politica (tutta, 5stelle compresa), e tutti i soggetti che il suo carattere ha portato ad escludere.
    La base è sempre e comunque l'MMT, con tutti i suoi economisti (Mosler in testa).
    Mosler ha presenziato telematicamente all'assemblea fondativa di EPIC, e con lui (come con tutto il gruppo di economisti MMT, sia alla UMKC che fuori) EPIC mantiene ottimi e proficui rapporti.

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    1. Grazie della precisazione Marco :)
      A presto!

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  5. Caro Mattia,

    grazie per il bel post.

    Avendo tra le altre cose nominato l'immarcescibile TINA, volevo portarti un piccolo pensiero.

    http://www.mumbleduepunti.it/site/index.php/2012/07/zeitgeist-directors-cut-benpiu-di-un-anno-in-piu-07-2012/


    So che non c'è nulla da ridere, ma proprio io non riesco a trattenermi, insomma sono figlio dell'ultimo periodo "florido" del nostro paese.

    Ad ogni modo noi sappiamo chi siete e dispiace sembrare quelli che stanno ad aspettare e tirano per la giacchetta. Molti credo stiano ancora in disparte nelle retrovie, ma sanno chi siete. Sappiamo chi siete (il "chi siete" coincide grossomodo con la lista dei blog e associazioni menzionate).

    La partita col PUDE inizia appena anche loro sapranno chi siamo.

    I tempi non sono maturi e c'è un'acrimoniosità, si litiga troppo, si diffida, solite cose.

    Spero saprete presto chi siamo...e spero non saremo tre gatti.


    Grazie e a presto.

    Giacomo

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    1. Ahahaha! il tuo link é davvero uno spasso...risate amarissime ovvio, ma tant'é. Grazie mille cmq :)

      E...si, condivido, c'é ancora troppa animosità e personalismi inutili. Segno che la crisi autoindotta non ci ha colpito ancora abbastanza duro... ma basta aaspettare un attimo...

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  6. ... chi vivrà (da vicino) vedrà.

    E aspetta che a breve ho un altro mio scritto in cui provo ad avviare un dibattito in una roccaforte PDina (che è poi il magazine che ospita i miei contributi...quello dove hai trovato TINA).

    Tempo che la direzione dà il via alla pubblicazione.... se no te lo passo via mail, è incredibile vedere che si espongono concetti anche molto simili (e ci vuole poco, a mio parere) in modi del tutto diversi...

    Vedrai

    ;)

    E vediamo i'ché i'succede.


    Ti seguirò.

    A presto.

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  7. Ed ecco il 2o Regalo...

    Te lo sei proprio meritato.

    E' il primo episodio, vedrai quanto ti suoneranno familiari certe cose.

    Io per manfiesta "somarità" non riesco a prendermi sul serio già ti dissi.

    http://www.mumbleduepunti.it/site/index.php/2013/06/intruder-mettece-aa-negra-1/

    A presto.

    Se non ti fastidia, ti mando la 2a e la 3a parte nei prox giorni.

    Un abbraccio.

    Giacomo

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  8. Complimenti per l'esposizione lucida e completa.
    Il sottoscritto sono mesi che naviga nei siti dei vari Barnard, Bagnai, Zibordi, Phastidio, Mazzalai, Funny King, Piero Valerio, Ecodellarete ecc.
    Oggi la penso esattamente come te, come voi.

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    1. Grazie per il commento, mr. grigio. C'é da ingrigire dalla rabbia, a vedere come manchi completamente una risposta politica a tutte queste MACRO questioni. Io provo da anni a convincere il mov5s ad occuparsene, ma sto lottando contro mulini a vento di casta corruzione e diaria ovunque. Pare non si rendan affatto conto del casino in cui siamo.

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  9. Complimenti per le tutte le tue iniziative.

    Mi piacerebbe saperne di più circa iniziative e/o incontri che coinvolgano il professor Bagnai (ma non solo) in quel di Torino.

    Grazie.

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    1. Ti ringrazio molto zoe. La mia mail é mattia.corsini@gmail.com

      Scrivimi in privato e ti informo su tutto quello che so ^^
      A presto!

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